Storie di una Panna cotta alle more

panna cotta

Buon aprile a tutti e, anche se in ritardo, buona primavera!!!

Oggi ritorno con la 6°-7° (boh ho perso il conto…) puntata del mio menù speciale dopo un primo assaggio della deliziosa fondue bourguignonne. Non riesco a credere di aver cucinato tutta questa roba per una sola cena…devo esser stata presa da manie di grandezza!! :D

Ma veniamo ora al dunque, cioè a questa  bella panna cotta. Innanzitutto diciamo che prima di questa ricetta non avevo mai mai fatto la panna cotta, se non quelle preparate della cameo in cui praticamente da fare c’è poco! Dopo lunghe consultazioni, decine di libri sfogliati e varie ricette prese in considerazione, mi sono affidata ad una presa (e lievemente modificata) dal Vol.3 della Scuola di Pasticceria  dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

Per il procedimento è filato tutto liscio, la preparazione di per sè é molto semplice. Ho deciso di fare due versioni diverse: le coppe che vedete nella foto  (fatte in più per la famiglia e soprattutto per poter essere fotografate con calma!) e delle monoporzioni da servire ai miei amici, fatte usando la teglia da muffins.

Però, arrivata al momento di sformare le miniporzioni, mi sono accorta dell’errore commesso! Mi sono fidata della procedura della ricetta pensando che poi le miniporzioni sarebbero dolcemente sciovolate fuori dalle formine senza grossi problemi…e invece giammai! Sono stata un’ora a cercacare di farle uscire senza distruggerle,capovolgendo la teglia, sbattendo con ogni sorta di oggetto, presa dall’ansia di aver rovinato il dessert (si perchè mi ero detta “se gli altri fanno schifo, almeno c’è la pannacotta che sembra essere venuta bene!!”)…insomma alla fine sono tornata in me e ho pensato “ok, rivolgiamoci a colui che tutto sa…”…così in un attimo ho digitato la parola magica su Google e ho scoperto che  “si consiglia di ungere leggermente le formine con olio vegetale insapore prima di versare il composto “…doh. Ma non mi sono arresa, cerca e ricerca alla fine ho trovato la soluzione su GialloZafferano, ossia immergere per pochi secondi gli stampini in acqua bollente. E così ho fatto.

Insomma, ho un po’ pasticciato, ma alla fine ne sono venuta fuori alla grande e i miei amici hanno apprezzato molto il dessert! Ce lo posso scrivere “problem solving” sul curriculum no???

p.s.: però la prossima voltà la servirò nelle coppette e non se ne parla più!!

panna cotta

Ingredienti
12g gelatina in fogli
8dl panna fresca
2,5 dl di latte
150g zucchero semolato
more
foglie di menta

Preparazione
Fare ammorbidire la gelatina in una ciotola di acqua fresca per 15 minuti, rimuoverla dall’acqua e strizzarla delicatamente con le mani.

Versare la panna in una pentola dal fondo spesso, aggiungere il latte e lo zucchero. Scaldare su fuoco basso mescolando di tanto in tanto, senza farlo mai bollire. Togliere del fuoco e unire la gelatina, mescolando bene affinche si sciolga completamente.

Versare il composto nel contenitore che preferite (uno stampo singolo, stampini monoporzione, coppette o bicchierini ecc) e riporre in frigo per 12 ore.

Prima di servire, versare le more in una pentola e aggiungere acqua e zucchero semolato a piacere. Lasciar cuocere per pochi minuti,  giusto il tempo di scaldarle e far si che si formi una salsina.

Guarnire la panna cotta con le more calde  e una fogliolina di menta e servire.

N.B.: Le more che ho usato io mi erano state regalate qualche tempo prima e le avevo conservate in congelatore, anche per questo non sono riuscita a pesarle e ho aggiunto acqua e zucchero ad occhio. Sia la quantità di acqua che di zucchero dipendono dalla quantità di more che userete. Io ho usato circa 1/2 bicchiere di acqua e 2 cucchiai di zucchero (lo sapete ormai che non amo le cose troppo dolci!). Potete iniziare mettendo poca acqua e se vi sembra che non si crei abbastanza salsa potete aggiungerne altra man mano.

panna cotta

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