Categoria "Dolci"

Cecamarini, ovvero frittelle di carnevale

CASTAGNOLE

“Cecamarini” è il nome delle frittelle dolci di carnevale tipiche del basso Lazio. Questa ricetta l’ho ripresa dall’ormai storico ricettario di mia mamma: una vecchia agenda riciclata per appuntare i segreti dei piatti di famiglia che gira per casa da anni ed anni. Questa è la versione dei cecamarini di Luisa, amica di famiglia ed appunto fonte della ricetta, che io ho solo leggermente rivisitato.

I cecamarini potrebbero facilmente esser scambiati per le più note castagnole, ma in realtà le due preparazioni nascondono alcune differenze. Infatti i cecamarini vengono fatti a partire da un impasto morbido in cui è presente anche il latte e che non è lavorabile a mano; al contrario le castagnole non contengono latte ed hanno un impasto sodo che viene lavorato a mano.

A proposito di latte e rivisitazioni, io ho escluso dalla preparazione il latte vaccino e l’ho sostituito con un latte di riso e mandorla senza zuccheri aggiunti, rendendo così le frittelle adatte anche a chi è intollerante al lattosio. Una valida alternativa può essere il latte di soia, di avena o altro tipo di latte vegetale. Sconsiglio latte già zuccherato ma nel caso aveste solo quello, potete usarlo facendo attenzione a ridurre la dose di zucchero dell’impasto.

L’ultima nota riguarda la Strega, il liquore utilizzato per aromatizzare il dolce. Io sono stata molto parsimoniosa nella dose, ma credo che dipenda anche dai gusti e da quanto vi piace l’aroma del liquore. Io ne ho usato solo 3 cucchiai, mia mamma ne usa mezzo bicchiere almeno. Se ne mettete di più aggiungete pari dose di farina.

Ingredienti
6 uova medie
5 bicchieri di farina
1 bicchiere di latte di riso e mandorla
1 bicchiere di olio di oliva (oppure di semi)
6 cucchiai di zucchero (potete arrivare a 7 o 8 se le preferite più dolci)
2 bustine di lievito per dolci
succo e scorza grattugiata di 1 limone non trattato
3 cucchiai di strega
abbondante olio di semi di arachide per friggere

Preparazione
In una ciotola unire gli ingredienti secchi: farina e lievito setacciati e zucchero. In un’altra ciotola sbattere le uova, aggiungere il latte, l’olio, il succo di limone e la sua scorza e la Strega.

Unire poco per volta gli ingredienti secchi a quelli liquidi, sempre mescolando per evitare che si formino dei grumi. L’impasto deve risultare morbido ma colloso.

Mettere a scaldare l’olio in una pentola dal bordo alto. L’olio deve essere abbondante per far si che le frittelle si girino da sole in cottura.

Una volta che l’olio ha raggiunto la temperatura potete iniziare con la frittura. Prendendo con un cucchiaio un po’ di impasto, farlo ricadere nell’olio bollente aiutandovi con un secondo cucchiaio. Un trucco per far staccare meglio l’impasto è ungere i cucchiai con un po’ di olio.

E’ importante non esagerare nella quantità di impasto altrimenti le frittele si doreranno all’esterno ma resteranno crude all’interno. Se avete abbondato con l’olio noterete che le frittelle si gireranno da sole, ad ogni modo dovrete tenerle d’occhio e se necessario girarle di tanto in tanto per evitare che non si coloriscano troppo.

Infine scolare su carta assorbente e passare nello zucchero semolato oppure spolverizzare con zucchero a velo.

 

 

Sablé di Natale

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Era da quest’estate che conservavo questi bellissimi stampini in attesa di poterli usare per Natale.

Li ho trovati in un negozietto qui a Dubai che vende oggetti di una marca per me finora sconosciuta, la Tchibo, che a quanto ho capito dovrebbe essere una ditta tedesca. Si tratta di una specie di piccolo outlet monomarca, in cui si trovano oggetti di ogni genere (da utensili da cucina a capi di abbigliamento) a prezzi particolarmente convenienti. A luglio avevano formine e addobbi di Natale, un paio di giorni fa ci sono tornata ed avevano addobbi e tagliabiscotti a forma di coniglio. Insomma, non rispettano esattamente la stagionalità, ma si possono trovare cosa davvero carine.

La ricetta di questi biscotti l’ho presa direttamente dalla confezione degli stampini, apportando solo un paio di piccole varianti che vi dirò. A differenza di altre ricette di sablé che ho trovato in giro, in questa si utilizza il lievito. Avevo paura che non aiutasse a tenere bene la forma del decoro, invece mi sono dovuta ricredere: forma, consistenza e sapore sono stati perfetti.

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Ingredienti per circa 38 biscotti
250g di burro a temperatura ambiente
1 uovo
120 grammi di zucchero (erano 125g nella ricetta originale)
i semi di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
250g di farina
125g di maizena
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di latte ( nella ricetta originale erano 2 cucchiai di panna. Secondo me si può anche omettere del tutto)
farina per la spianatoia

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Preparazione
Mischiare con una frusta elettrica il burro, l’uovo, lo zucchero, il latte, la vaniglia e un pizzico di sale fino ad avere una consistenza cremosa.

In un’altra ciotola mischiare gli ingredienti secchi: farina, maizena e lievito setacciati (questo passaggio è importante, non lo omettete altrimenti potreste trovare grumi nell’impasto).

Unire gli ingredienti secchi alla crema di burro e lavorare il tutto fino ad avere un’impasto omogeneo e liscio. Avvolgere in nella pellicola e riporre in frigorifero per 1 ora.

Preriscaldare il forno a 175°C. Togliere l’impasto dal frigo, stenderlo col matterello sulla spianatoia infarinata fino ad avere uno spessore di circa 3-4mm. A questo punto ritagliare la pasta con i vostri stampini, trasferendo le formine in una teglia rivestita di carta forno.

Cuocere i biscotti per circa 12-15 minuti.

Ed ecco la mia confezione, pronta da regalare :)

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Composta di rabarbaro allo zenzero

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E’ stata un’astinenza lunga 5 anni. 5 anni in cui l’ho cercato ovunque ed ho persino provato a coltivarlo, ahimè con scarsissimo successo. Poi poco tempo fa per caso mi è caduto l’occhio su un angoletto del banco frigo del Waitrose, e lì, seminascosto da gambi di lemongrass e porri, finalmente l’ho rivisto, il mio rabarbaro!

E’ un ingrediente che adoro e a cui sono molto affezionata…ricordo ancora esattamente il giorno in cui lo comprai e lo cucinai per la prima volta. Mi fa tornare in mente quella studentessa universitaria di 24 anni che è a millemila chilometri da casa e si emoziona nel cucinare un ingrediente mai assaggiato in vita sua. Che poi, a parte l’età, non è che sia cambiato molto.

Questa ricetta ce l’ho segnata da fare da allora. La trovai su un numero di Taste Australia che mi sono portata a casa e conservo ancora con cura. Della serie, meglio tardi che mai!

Ingredienti
1 gambo di rabarbaro tagliato a pezzetti
il succo e la scorza di 1 arancia
un pezzetto di zenzero (max 5 cm di spessore)
50g zucchero di canna

Preparazione
Unire tutti gli ingredienti in una pentola dal fondo spesso, coprire e cuocere a fuoco medio. Quando il composto raggiunge il bollore, proseguire la cottura mescolando di tanto in tanto per altri 5-8 minuti o fino a che il rabarbaro è morbido. Togliere dal fuoco e con una forchetta schiacciare la composta in modo che sia omogenea.

Potete servire la composta sul gelato, spalmarla sul pane o fette biscottate,  farci una crostata o nello nello yogurt, come faccio io.

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Fonte: Taste, Stewed rhubarb with ginger