Categoria "Dolci"

Wool roll bread

Sono passati anni dalla mia ultima apparizione qui e di cose ne sono successe parecchie.

Una, in particolare. Di anni ne ha 2 e mezzo ed è l’amore della mia vita.

Dico la verità, non lo so neanche io perché sto scrivendo questo post. Non era nei miei progetti riprendere in mano il blog, in fondo ero giunta ormai alla conclusione che fosse qualcosa di troppo impegnativo da portare avanti nel modo in cui volevo io e che era meglio dedicarsi ad altro. E poi, sono passati 11 anni da quando ho aperto questo blog e ormai il web é piuttosto saturo di pagine dedicate al food.

Tuttavia, un paio di giorni fa, non so neanche io perché, ho ripreso in mano la macchina fotografica, ho preso il cavalletto dal ripostiglio, riaperto il riflettente, imbastito un set con le poche cose che avevo a portata di mano ed ho iniziato a scattare, e questo mi ha dato un senso di pace e gioia.

E allora questa pace e gioia provo a seguirle, che di questi tempi duri e difficili mi sembrano qualcosa da non lasciarsi sfuggire dalle mani.

Senza pretese, senza promesse, finché lo sentirò.

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Questa ricetta – o per meglio dire “formatura” – sta impazzando sul web in queste settimane. L’ho vista casualmente in giro e appena mi sono trovata con un impasto brioche tra le mani, ho deciso di provarla.

La ricetta della brioche é di Anice e Cannella ed è la sua brioche 1000 like. La seguo da più di 10 anni e se ho imparato un pochino a gestire i lievitati lo devo a lei e al bel gruppo di appasionati che ha creato. Grazie Paoletta!

Per procedimento vi rimando direttamente da lei, é già tutto perfettemente spiegato. L’unica variazione che ho fatto é stata omettere le sospensioni di cioccolato e dunque l’ultimo step con gancio. Ho poi eseguito la formatura caratteristica del wool roll bread, che é davvero molto semplice e potete vederla qui, e farcito con un velo di marmellata di albicocche, che ho usato anche a fine cottura per spennellare.

Et voilà!

Cecamarini, ovvero frittelle di carnevale

CASTAGNOLE

“Cecamarini” è il nome delle frittelle dolci di carnevale tipiche del basso Lazio. Questa ricetta l’ho ripresa dall’ormai storico ricettario di mia mamma: una vecchia agenda riciclata per appuntare i segreti dei piatti di famiglia che gira per casa da anni ed anni. Questa è la versione dei cecamarini di Luisa, amica di famiglia ed appunto fonte della ricetta, che io ho solo leggermente rivisitato.

I cecamarini potrebbero facilmente esser scambiati per le più note castagnole, ma in realtà le due preparazioni nascondono alcune differenze. Infatti i cecamarini vengono fatti a partire da un impasto morbido in cui è presente anche il latte e che non è lavorabile a mano; al contrario le castagnole non contengono latte ed hanno un impasto sodo che viene lavorato a mano.

A proposito di latte e rivisitazioni, io ho escluso dalla preparazione il latte vaccino e l’ho sostituito con un latte di riso e mandorla senza zuccheri aggiunti, rendendo così le frittelle adatte anche a chi è intollerante al lattosio. Una valida alternativa può essere il latte di soia, di avena o altro tipo di latte vegetale. Sconsiglio latte già zuccherato ma nel caso aveste solo quello, potete usarlo facendo attenzione a ridurre la dose di zucchero dell’impasto.

L’ultima nota riguarda la Strega, il liquore utilizzato per aromatizzare il dolce. Io sono stata molto parsimoniosa nella dose, ma credo che dipenda anche dai gusti e da quanto vi piace l’aroma del liquore. Io ne ho usato solo 3 cucchiai, mia mamma ne usa mezzo bicchiere almeno. Se ne mettete di più aggiungete pari dose di farina.

Ingredienti
6 uova medie
5 bicchieri di farina
1 bicchiere di latte di riso e mandorla
1 bicchiere di olio di oliva (oppure di semi)
6 cucchiai di zucchero (potete arrivare a 7 o 8 se le preferite più dolci)
2 bustine di lievito per dolci
succo e scorza grattugiata di 1 limone non trattato
3 cucchiai di strega
abbondante olio di semi di arachide per friggere

Preparazione
In una ciotola unire gli ingredienti secchi: farina e lievito setacciati e zucchero. In un’altra ciotola sbattere le uova, aggiungere il latte, l’olio, il succo di limone e la sua scorza e la Strega.

Unire poco per volta gli ingredienti secchi a quelli liquidi, sempre mescolando per evitare che si formino dei grumi. L’impasto deve risultare morbido ma colloso.

Mettere a scaldare l’olio in una pentola dal bordo alto. L’olio deve essere abbondante per far si che le frittelle si girino da sole in cottura.

Una volta che l’olio ha raggiunto la temperatura potete iniziare con la frittura. Prendendo con un cucchiaio un po’ di impasto, farlo ricadere nell’olio bollente aiutandovi con un secondo cucchiaio. Un trucco per far staccare meglio l’impasto è ungere i cucchiai con un po’ di olio.

E’ importante non esagerare nella quantità di impasto altrimenti le frittele si doreranno all’esterno ma resteranno crude all’interno. Se avete abbondato con l’olio noterete che le frittelle si gireranno da sole, ad ogni modo dovrete tenerle d’occhio e se necessario girarle di tanto in tanto per evitare che non si coloriscano troppo.

Infine scolare su carta assorbente e passare nello zucchero semolato oppure spolverizzare con zucchero a velo.

 

 

Sablé di Natale

sablé

Era da quest’estate che conservavo questi bellissimi stampini in attesa di poterli usare per Natale.

Li ho trovati in un negozietto qui a Dubai che vende oggetti di una marca per me finora sconosciuta, la Tchibo, che a quanto ho capito dovrebbe essere una ditta tedesca. Si tratta di una specie di piccolo outlet monomarca, in cui si trovano oggetti di ogni genere (da utensili da cucina a capi di abbigliamento) a prezzi particolarmente convenienti. A luglio avevano formine e addobbi di Natale, un paio di giorni fa ci sono tornata ed avevano addobbi e tagliabiscotti a forma di coniglio. Insomma, non rispettano esattamente la stagionalità, ma si possono trovare cosa davvero carine.

La ricetta di questi biscotti l’ho presa direttamente dalla confezione degli stampini, apportando solo un paio di piccole varianti che vi dirò. A differenza di altre ricette di sablé che ho trovato in giro, in questa si utilizza il lievito. Avevo paura che non aiutasse a tenere bene la forma del decoro, invece mi sono dovuta ricredere: forma, consistenza e sapore sono stati perfetti.

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Ingredienti per circa 38 biscotti
250g di burro a temperatura ambiente
1 uovo
120 grammi di zucchero (ridotto rispetto alla ricetta originale)
i semi di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
250g di farina
125g di maizena
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di latte ( nella ricetta originale erano 2 cucchiai di panna. Secondo me si può anche omettere del tutto)
farina per la spianatoia

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Preparazione
Mischiare con una frusta elettrica il burro, l’uovo, lo zucchero, il latte, la vaniglia e un pizzico di sale fino ad avere una consistenza cremosa.

In un’altra ciotola mischiare gli ingredienti secchi: farina, maizena e lievito setacciati (questo passaggio è importante, non lo omettete altrimenti potreste trovare grumi nell’impasto).

Unire gli ingredienti secchi alla crema di burro e lavorare il tutto fino ad avere un’impasto omogeneo e liscio. Avvolgere in nella pellicola e riporre in frigorifero per 1 ora.

Preriscaldare il forno a 175°C. Togliere l’impasto dal frigo, stenderlo col matterello sulla spianatoia infarinata fino ad avere uno spessore di circa 3-4mm. A questo punto ritagliare la pasta con i vostri stampini, trasferendo le formine in una teglia rivestita di carta forno.

Cuocere i biscotti per circa 12-15 minuti.

Ed ecco la mia confezione, pronta da regalare 🙂

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